10
Nov
2008

Ma tu ci vivi?

Una tipica domanda che mi vien fatta dalle persone quando mi incontrano è: “Ma tu ci vivi?”.
A quel punto io alla persona chiedo: “Di che cosa scusa?”
La persona mi risponde: “Di poesia”.
“Ma tu ci vivi?” è proprio la domanda tipica. Ci ho scritto infatti anche una poesia che si intitolava “ma tu ci vivi?”.
La risposta da dare in questi casi è (da adesso in poi smetterò di usare virgolette e due punti), la risposta è, guarda cara persona, uno da vivo di poesia è proprio difficile che ci possa vivere, da morto sì, ma siccome è morto, non può veramente viverci.
Al limite sua moglie, i suoi figli, il suo cane, se aveva in vita un cane.
Stiamo parlando del successone postumo, insomma.
In realtà poi però mi viene in mente che se io non potessi scrivere più poesie, tipo se scendesse Dio, e mi dicesse, Guido io ti maledico e d’ora in poi tu non potrai mai più scrivere una poesia e ogni volta che tenterai di scriverne una, la tua mente diverrà tabula rasa e le tue mani si trasformeranno in sasso e i tuoi occhi in profondi buchi neri senza vista, così ho detto amen! Ecco, se succedesse una cosa del genere, speriamo di no, ma se succedesse, io probabilmente morirei di dispiacere.
Dunque la risposta è certamente sì.
Io ci vivo.
Detto questo, siccome io non ho nessuna intenzione di diventare ricco da morto, anzi, dirò di più, non ho neanche molta intenzione di morire, cerco di vivere con l’indotto.
Alcune tipiche forme d’indotto sono: gli spettacoli, gli inviti a cena degli amici, sposare una donna ricchissima, essere chiamato alla tele e diventare molto famoso, ecc..
Chiaro che quest’affare non è per tutti.
Anzi, io sconsiglio.
Sempre, sempre, assolutamente sempre, meglio fare il cantante rock.

3 Risposte

  1. Io - siccome sto nell’elenco lì di fianco - non vorrei mai che si pensassero cose, su di me, che poi non son vere. Dunque, dirò che non mi interessa aver successo in vita, dopo, o in un universo parallelo. Faccio quello che faccio perché devo e mi guadagno da vivere con altro. Sempre perché devo.

    E non s’è mai sentito di uno scrittore che funzioni in tivù. Infatti, in genere, gli scrittori alla tivù non ci pensano proprio.

    Andrea del duo Andrea & Andrea

  2. ah ci mancherebbe andrea.
    parlavo per me.
    ci mancherebbe.
    poi parlo da poeta, mica da scrittore.
    magari un poeta alla tele.
    secondo me serve.

  3. guidocatalano serve sempre. Figuriamoci alla tele.

Lascia un commento