Quando tu sali su un palco
Quando tu sali su un palco per leggere le tue poesie davanti a un pubblico, anche se non c’è un palco, anche se c’è il pavimento e tu sei sul pavimento ma ti sembra di essere su un palco, infatti il palco anche se non c’è, c’è, ve lo assicuro, infatti a me personalmente che son tipo alto 1.65, la gente mi dice, me l’ha detto spesso, “tu sembravi molto più alto l’altra sera quando leggevi le tue bellissime meravigliose poesie”.
Ma va? Ma tipo?
Ma tipo anche un metro e settantatrè, mi dice la gente.
Ma anche se non c’era il palco che m’ innalzava?
Anche, mi dice la gente.
Una volta una ragazza mi ha detto che quando mi ha visto la prima volta leggere le poesie, ed ero sul pavimento, non su un palco, mi ha detto che lei credeva che io fossi alto 1.95 e che, infatti, mi voleva invitare a fare un uno-contro-uno a pallacanestro nudi nella sua cameretta che aveva il canestro sopra la porta.
Ma forse mentiva.
Io stasera faccio un reading di poesie dentro una specie di cantina. Lì non c’è il palco. Anzi starò seduto, che se mi alzo sbatto la testa contro una lampada anni settanta molto bella e rischio di fulminarmi.
Da seduto non so se sembro più alto.
Temo di no.
Sta cosa dell’altezza relativa è una roba molto affascinante. Credo sia legata al ruolo di potere. Tipo Rambo è un tappo. Ma lì forse è tutto merito delle comparse basse e della bravura dei cameraman.
Non so.
Io in ogni caso, quando leggo le poesie sono più alto.
E non c’ho manco bisogno di rinforzi nelle scarpe.
Però una volta mi piacerebbe fare una lettura davanti a un pubblico di soli nani.
Ma forse è vietato.









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