12
Dic
2008

Iersera

Iersera io e il prode Bravuomo siamo stati a Spazzi a leggere insieme. E’ stata una serata iniziata con l’idea “tu leggi un po’ dei tuoi pezzi, io leggo un po’ dei miei”, ma è finita in gara. Una gara fra me e Bravuomo a colpi di poesie. Ammetto che ha vinto il Bravuomo, ché a me, quando il pubblico è sotto alle 15 persone, mi viene lo scoramento e la superinsicurezza (cercate sui manuali di pissicologia: ne trovate la definizione) e implodo un po’. Chiedo scusa a chi c’era, che son contenta che c’era, ma ciò le mie pecche. Ecco. L’ho confessato. Anche se non si fa.

Comunque è stato divertente. Poi ho pensato una cosa, che avevo già pensato, ma poi avevo dimenticato di averlo pensato…

Insomma ho ri-pensato che per gareggiare ci vogliono le poesie da slam poetry. Non puoi gareggiare con tutte le poesie, solo alcune vanno bene. Allora qua sotto ci metto una poesia, che ho scritto proprio dopo uno slam, per dare l’idea di cosa voglio dire.

E la prossima volta che gareggiamo, Bravuomo, mi porto l’artiglieria pesante!

LEGENDA PER LA POESIA

A) Lo slam di cui parlo, si teneva al Cantiere di Milano, un centro sociale che sta in una vecchia casa tutta ridipinta e colorata, di fronte alla sede tutta di vetro del Sole 24 ore.

B) G.C. è Guido Catalano

C) L’amico che ha fatto la battuta da maschi è Arsenio Bravuomo

D) Sì, questa è una poesia auto-Sabotage-referenziale

 

Bukowski è un poeta da slam. 

Sono andata allo slam
che si dice slem. 

Bello lo slem
c’erano due palazzi
uno tutto di vetro bellissimo
uno tutto di mattoni coloratissimo
un tizio ha guardato il vetro
e ha detto
“se a uno gli fanno un pompino
si vede tutto”.
Io gli detto
“Hai appena fatto una battuta da maschi”
mi ha detto
“No, è che mi piace Bukowski”
io ho detto, “Che c’entra,
pure a me, Bukowski piace pure a me”.
E lui: “Infatti sei molto maschio”. 

Caro, 8 centimetri di tacco ce li ho già
ma a 10 ci posso arrivare
10 centimetri di tacco me li compero
e poi
vediamo chi è maschio. 

Ma non siamo entrati,
non dentro il palazzo di vetro,
dentro quello di mattoni,
io speravo che dentro i mattoni
trovavamo qualcuno che faceva un pompino
così, solo per spirito
di contraddizione col vetro.
Ma non c’era
e se c’era io non l’ho saputo. 

Comunque è iniziato
lo slam
c’era gente con nomi e
cognomi che mi facevano paura
roba esotica
da blogosfera
da telefilm
il mio nome, me l’hanno scelto
la mamma e il papà
il mio cognome è cacofonico
fa rima con cacca
si può storpiare in racchia.
Infatti me l’hanno storpiato.
Ho letto la prima poesia.
Ho letto la seconda poesia.
Siamo rimasti in quattro
avevo una terribile voglia di vincere
anche se non si vinceva nulla
avevo una terribile voglia di vincere la vittoria
avevo una profonda voglia di vincere e basta.
Avevo.
Ma ha vinto G.C. 

Dopo aver vinto, G.C. vendeva i libri suoi
Dopo aver perso, io compravo quelli degli altri
e poi me ne andavo in giro
e pensavo
pensavo: E se per esempio Carver veniva allo slem
che faceva? Vinceva?
No, Carver perdeva,
allo slem non vanno cose tristi
e se veniva la Szymborska?
Fuori. Troppo cerebrale.
E Anne Sexton?
Eliminata, troppo viscerale.
E la Merini?
Sì al primo turno,
no al secondo.
Troppo corta.
Ungaretti?
Non si notava neppure.
Montale?
Troppe metafore.
Patrizia? Patrizia Cavalli?
Uppercarità,
allo slem non va se sei troppo epigrafico.
Whitman una tragedia.
Sylvia Plath troppo suicida.
Dante? 

Mi hanno fermata
su Dante
qualcuno voleva il mio numero di telefono
qualcuno mi ha registrata come Alessandra Femminista
No: Racca per favore
mio papà ci tiene. 

Non so, poi ho fissato la gente
che ondeggiava
con i pezzi di giuria
pure loro ondeggianti
e sbronzi
e mi è venuto un senso
un senso di rivolta allo slem:
ma scusate,
mi avete eliminato Carver
la Szymborska
La Cavalli
La Merini
La Plath
Anne Sexton
Montale
Ungaretti
E se vi capitava per le mani, pure Dante.
Ma che roba è?
A me non mi piace mica
sto slem.
E poi penso a lui,
penso: e Bukowski?
Bukowski sì,
cioè no
Bukowski non lo eliminavano
allo slam
Bukowski vinceva
Bukowski sì
E sapete perché
Perché Bukowski lo è
Perché Bukowski è un poeta da slam. 

Meno male
Meno male che è morto
Così magari alla prossima
Vinco io.

Una Risposta

  1. ma la sfida era giocherellosa! :D
    comunque ho vinto che mi son divertito come un matto. era un po’ che non facevo le robe di poesie. son propio bravo. son bravissimo. ho la pelle d’oca quanto son bravo.

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