‘ ne posso più
‘ ne posso più
lo so
lo so ch’è brutto, a dirsi, a sentirsi, brutto a pensarsi, è brutto,
è effettivamente brutto, è definitivamente brutto, è oggettivamente brutto
ma devo dirlo.
lo dico?
lo dico.
dìcolo.
io ‘ ne posso più
di spettacoli, di serate, di teatro danza, di teatro singolo, di danza singolo, di attori, di attrici, di registi, di registoni, di primedonne, di secondiuomini, di scrittori, di poeti, di editori, di aspiranti, di lacché, di leccaculi, di giochi di potere, di vanesie, di vanesii, di poetry slams organizzati col culo, di master mc del cazzo, di presentatori incapaci, di chi vuol fare il simpatico a tutti i costi, di ubriaconi della domenica, di gente che non si lava e non si cambia i vestiti, di fammi amico su facebook, di pompinari, di chi fa i pompini agli amici per farsi pubblicare un libricino, di chi decide chi è pompinaro e chi no, di chi si fa la piccola guerra tra poveracci, di chi si crede di essere, da chi si crede di non essere, di non trovar posto a sedere, di cedere il posto a sedere, di aver paura di parlare a voce troppo alta, di suocere, di gente che fa televisione, della televisione, di questo paese, della televisione in questo paese, di guerre, di battute spiritose, di spiritosoni, di vino la sera una bottiglia da settantacinque, di racconti di bukowski, di scrittori che si suicidano, di circolo dei lettori che se non hai la tessera entusiasmo venti euro ti buttano fuori, anzi, no’ ti fanno entrare proprio, di puttane e giornalai, di testi di canzoni di basso livello, di de andrè, ne posso più anche di de andrè, sarò impopolare, ma io ne posso più anche di questo continuo essere tirato per il bavero della maglietta della salute lana fuori cotone dove minchia ne so, ne posso più del rigido inverno, dei telegiornali fasulli inventati che manco orwell, che orwell si rigira nella tomba, di grande fratello, che orwell si rigira nella tomba talmente velocemente che praticamente è una trivella incazzata e fetusa che starà trivellando la manica dalla sua tomba di londra, fin sotto la manica, un altro tunnel, fino a cinecittà, trivellando incazzato per punire il vuoto pneumatico, che poi ieri era pure l’anniversario della morte sua,
e ne posso più di fare la fila, della posta, alla posta, dell’elettronica, della posta elettronica, della burocrazia paralizzante, degli incompetenti figli di puttana, di chi non sa che cazzo sono i feed rss, di chi pensa che internet è il male, da chi pensa che il male è dentro in ognuno di noi, di chi scrive i testi delle canzoni per bambini, di chi non sa chi è morrisey, di chi non scopa, di chi scopa tutte le sere, di chi ha mai scopato, dei bamboccioni, dei ministri, delle puttane travestite, del porno, di youporn.com, di tube8.com, delle seghe, del mondo occidentale, delle religioni monoteistiche, delle intromissioni del vaticano, di fazio e della littizzetto e di maurizio milani, delle stronzate, della birra, della pancia gonfia, del vaticano, di vomitare, dei racconti brevi, dei racconti lunghi, delle sceneggiature, delle sceneggiate, delle soap opera, delle saponette nel culo, di mangiare male, di mangiare tanto, delle puzzette, dei matti, dei mezzi matti, dei matti a intermittenza, degli organizzatori di eventi di poesia, dei ladri di biciclette, dei registoni l’ho già detto, delle libere associazioni, delle tessere arci, degli israeliani, dei capelli finti dei presidenti, degli stronzi, di blob, dei blog, di scrivere menate solo perché non ci si può permettere di entrare in trattamento, in analisi, degli analisti, del sesso non anale, del periodo fetale, delle gravidanze indesiderate, del desiderio di paternità, del desiderio di una bella ragazza, dei tre desideri del genio di turno, dei geni, dei genii, dei rottinculo, dei cantanti, dei cantanti con la frangetta, dei cantautori, degli autori, dei musicisti perfezionisti isterici, dei dj, dei vj, dei filmmaker, degli operatori di ripresa, dei lavori a tempo pieno, dei lavoratori autonomi, dei commercialisti, degli avvocati figli di avvocati, dei medicinali, dei chirurghi plastici, dei guardoni, degli spioni, dei giocatori di poker texano, dello spam, dello scat, della pazienza,
delle pizze messe in forno la notte e lasciate bruciare a disco nero di carbone e il fumo che esce e la casa ancora un po’ e ci morivo dentro bruciato come una formica dentro un formicaio in fiamme e bon.
va ben’, il pigiama di flanella ce l’ho dietro, lo spazzolino mi serve no, son pronto per il ricovero.









oh, mi hai letto nel pensiero -e io non ne posso più neanche di quelli che leggon nel pensiero-
gli arsenii non han sempre ragione.
(gli arsenii che rinogaetaneggiano nemmanco)
Wè, arsè, ti lascio una settimana e mi ritrovo al tuo posto il puffo brontolone. Comunque profitto dello spazio per lo sfogo: oggi “io ooodio i commercianti skazzati”.
Secondo me il Bravuomo ha ragione.
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Un po’ di sana insofferenza verso la miseria emotiva/intellettiva degli umani mi sembra una reazione “artistica” doverosa e fisiologica.
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L’artista (l’alieno), a un certo punto, o si uccide o comincia a sdegnare, fino ad odiare.
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(a questo commento andrebbe abbinato l’ascolto di Unicorn di Apoptygma Berzerk)
Minkia. Ma viva la miseria degli umani!
E abbasso gli artisti alieni.
(Prima di leggere questo commento, mettete su Gidufisdfh, di Afyteebewi Ghhkjaiukl. Sennò, non lo apprezzate appieno.)
Leggevo giusto l’altro giorno, su una maglietta, su una foto, sulla pancia gigantesca di un integralista statunitense con un fucile in mano e i pantaloni mimetici
“Some people are live just beacuse it’s illegal to kill them” Ed è diventata il motto del mese, su facebook ovviamente.
doppio posto per aggiungere la A di a-live.