una serata ogni tanto
ogni tanto.
ogni tanto faccio un reading.
ogni tanto.
mica sempre. mi piacerebbe sempre. ogni sera un reading. forse così si chiamerebbe poi replica.
ogni tanto.
l’altra sera stavo al kalimba. bello. localetto bello. si fa cena. molto bella. molto buona. la cena.
poi son arrivato io, col mio ambaradàn: macbook con su playlist di musica creative commons, microfono, leggio, cassa amplificata a pile da artista di strada, due libricini (”no’ speràte su il poeta” e “piccolo bastardo racconta“), molti fogli con su le poesie bastràde.
‘ preso una bìra, mi son girato una siga. il pubblico era formato da otto persone (che poi però son diventate dieci, tanto per far numero tondo). uno di loro, uno molto simpatico, studia architettura ma è di enna, è venuto su con me a fumarsi la siga. lui la sua, io la mia. m’ha raccontato un poco della sua vita. io gli ho detto l’unica cosa che so di architettura a torino: c’è pieno di figa, eh? sì, mi ha detto, sì, ma non son fighe che poi la danno a uno come noi, e ha indicato me. in trenta secondi ha capito tutto di me. figo.
poi ho cominciato la lettura. ho chiesto, ma voi siete qui per caso? o per facebook (ché avevo fatto l’invito)?
uno ha alzato la mano, molto scolastico devo dire, alzare la mano per parlare, così poi dopo ho anche dovuto interrogare, ma ci siam messi d’accordo, abbiam poi fatto le programmate. uno ha alzato la mano per parlare e mi ha risposto: io son venuto perché m’han detto che stasera c’era guido catalano.
bel modo di cominciare una serata, non c’è che dire.
allora ho fatto partire una musica e ho preso su e ho fatto il pezzo del nano nella doccia, a memoria.
no, non è vero. dai. però ho chiesto se volevano che lo facessi. mi han detto di no, di fare le cose mie. son stati carini.
poi ho letto delle poesie sulla mulliera, poi ho letto dei pezzi del piccolo bastardo. poi ho letto quei due o tre pezzi che faccio in genere ai poetry slam, i miei pezzi che io li chiamo i miei pezzi commerciali. ché fan un po’ ridere.
poi a mezzanotte ho detto grazie a tutti, siete stati molto carini, ‘ venire stasera qui. volete comperare il mio libro della collana sabotage?
no.
grazie lo stesso. dico grazie lo stesso perché poi abbiamo un poco chiacchierato tutti insieme come se fossimo una cumpa di amici che esce il sabato sera, come fai quando hai vent’anni e vai all’università. ché io son parecchi anni che non vado più all’università. poi, va ben’, era giovedì, ma era per farvi capire. il sabato. e dico grazie lo stesso perché ho imparato delle cose importanti, quella serata lì.
ho imparato che ‘ far le serate si conosce bella gente.
ho imparato che questa cosa che la musica me la metto da solo non funziona. meglio niente musica.
ho imparato che la gente poi mi apprezza solo i pezzi che fan un po’ ridere. ma lì forse è colpa mia. forse no.
ogni tanto.









[...] scritto un pezzo di l
Mmmhhh…è proprio così. 8 persone, nessuno che compra un cazzo… Anzi, mi sa che tu sei molto più ganzo di me xché almeno fai ridere. la prossima volta che faccio una presentazione ti va di venire al posto mio? fFrebbe anche molto “performance postmoderna”…:-)
ok. il postmoderno mi dona. eh eh.
e tu invece verresti al LitCamp2009?
http://barcamp.org/LitCamp2009