La Signora dei calzini (venditrice di calzini al mercato) e Alessandra Racca si sono incontrate in gran segreto, un giorno, in Piazza Madama Cristina, a Torino. Non si erano mai incontrate prima. Questa è una registrazione segreta, rubata all’incontro…
Signora dei calzini: Ciao, mi dicono che tu sei l’autrice di questo libro intitolato “Nostra signora dei calzini”.
Alessandra Racca: Cara Signora, son io, sì.
Signora dei calzini: perché un libro dedicato a una signora che vende i calzini?
Alessandra Racca: perché i calzini sono molto importanti. E anche le signore.
Signora dei calzini: sei una signora?
Alessandra Racca: non fare domande troppo personali.
Signora dei calzini: soffri di freddo ai piedi?
Alessandra Racca: sì, anche. Ma soffro molto di perdita dei calzini.
Signora dei calzini: ne perdi molti all’anno?
Alessandra Racca: come minimo due in ogni stagione.
Signora dei calzini: e cosa fai quando perdi i calzini?
Alessandra Racca: un tempo mi agitavo come una pazza e rovistavo ovunque per casa, gridando: “Ma dove diavolo finiscono, ma dove diavolo finiscono?”. Poi, quando mia madre mi mostrava un calzino spaiato e mi diceva: “Questo lo devi buttare, è rimasto solo da troppo tempo!!”, mi gettavo in ginocchio e la supplicavo: “Noooo! Come puoi essere così crudele?”. Oggi non è più così: se perdo un calzino, scrivo una poesia.
Signora dei calzini: cosa c’entrano le poesie con i calzini?
Alessandra Racca: le mie poesie spesso hanno i piedi per terra.
Signora dei calzini: però mi dicono che quando leggi le tue poesie in pubblico, i calzini, li appendi in aria…
Alessandra Racca: mica solo i calzini… anche altre cose: oggetti e pensieri. Oggetti e pensieri è bene che se ne stiano in aria, ogni tanto. Se stanno sempre piantati lì in terra si prendono troppo sul serio…
Signora dei calzini: …capisco i pensieri, ma che c’entrano gli oggetti con le poesie?
Alessandra Racca: non si perdono certo solo i calzini…
Signora dei calzini: quindi il tuo è un libro sulle cose che si perdono?
Alessandra Racca: direi in larga parte… ma anche sulle cose che si trovano per caso.
Signora dei calzini: che genere di cose?
Alessandra Racca: pensieri, oggetti e altre cianfrusaglie… soprattutto di tipo amoroso.
Signora dei calzini: dunque scrivi molto d’amore.
Alessandra Racca: e ne vado fiera. Ti dirò di più, scrivo parecchio anche di robe erotiche…
Signora dei calzini: …anche di calze a rete? Ne ho alcune nuove bellissime che potresti comperare…
Alessandra Racca: no… mi spiace. Quelle mi fan venire il prurito.
Signora dei calzini: Peccato. Comunque volevo dirti che secondo me i poeti di solito scrivono di cose tristi. Scrivi di cose tristi?
Alessandra Racca: di solito scrivo allegramente di cose tristi, però a volte scrivo tristemente di cose allegre. Dipende.
Signora dei calzini: scrivi mai tristemente di cose tristi e allegramente di cose allegre?
Alessandra Racca: capita, ma cerco di evitare.
Signora dei calzini: perché hai intitolato il libro Nostra signora dei calzini? Di chi altro è la Signora dei calzini?
Alessandra Racca: secondo me la Signora dei calzini non è mica solo mia. È nostra. Tutti perdono cose.
Signora dei calzini: ti devo confessare una cosa. Mi spiace, ma non ho mai perso un calzino in vita mia.
Alessandra Racca: Ci mancherebbe, sei la Signora dei calzini. Di questo parlerà il mio prossimo libro. Per ora non dirlo a nessuno. Che prima è necessario vendere questo.
Signora dei calzini: Dove lo venderai?
Alessandra Racca: Lo venderò durante i miei readings. Posso venire a venderlo al tuo banchetto al mercato?
Signora dei calzini: Vediamo. Ci devo pensare su. Prima dobbiamo chiarire una cosa: perché ti fai chiamare Signora dei calzini? Perché mi hai rubato il nome?
Alessandra Racca: Non sono io che te l’ho rubato, sei tu che lo hai perso.
Signora dei calzini: Caspita… è vero… ne avevo due e adesso ne ho solo più uno… non me n’ero accorta…quindi tu sei…
Alessandra Racca: …!
Signora dei calzini: ci siamo ritrovate!
Alessandra Racca: Evviva!
A questo punto la Signora dei calzini e Alessandra Racca, inaspettatamente, si abbracciano e decidono che resteranno insieme per un po’. Non ne nasce un amore saffico, ma un sodalizio poetico-calzinoso. La forza dell’evento è tale che le leggi della natura si invertono: le due vengono risucchiate all’interno del libro e lì… solo chi avrà il libro saprà.