12
Nov
2008

Scuola di poesia

Vorrei una scuola di poesia.

Vorrei esserci andata sin da piccola.

 

Una piccola scuola di poesia.

Con i poeti e le poetesse: maestri, professori e professoresse.

 

Vorrei esserci andata con poche parole

Vorrei esserci uscita con poche parole ma buone

 

Vorrei essere laureata in poesia

E trovare lavoro in poesia

 

Vorrei un ufficio di collocamento per poeti

Storcere il naso perché m’offrono solo di scrivere terzine a progetto

 

Vorrei sindacati di poeti

Lotte di poeti, gli uni contro gli altri

 

Vorrei fans club di poeti

E mode poetiche, poesia di massa, poesia Campbell

 

Ma anche solo una piccola scuola

A cui essere preiscritta, iscritta, laureata e poi lamentosa disoccupata

 

Questo è il mio piccolo desiderio poetico,

un desiderio da Mulino Bianco,

che per la scuola, infatti,

si dovrebbe anche inventare

la pubblicità.

10
Nov
2008

Ma tu ci vivi?

Una tipica domanda che mi vien fatta dalle persone quando mi incontrano è: “Ma tu ci vivi?”.
A quel punto io alla persona chiedo: “Di che cosa scusa?”
La persona mi risponde: “Di poesia”.
“Ma tu ci vivi?” è proprio la domanda tipica. Ci ho scritto infatti anche una poesia che si intitolava “ma tu ci vivi?”.
La risposta da dare in questi casi è (da adesso in poi smetterò di usare virgolette e due punti), la risposta è, guarda cara persona, uno da vivo di poesia è proprio difficile che ci possa vivere, da morto sì, ma siccome è morto, non può veramente viverci.
Al limite sua moglie, i suoi figli, il suo cane, se aveva in vita un cane.
Stiamo parlando del successone postumo, insomma.
In realtà poi però mi viene in mente che se io non potessi scrivere più poesie, tipo se scendesse Dio, e mi dicesse, Guido io ti maledico e d’ora in poi tu non potrai mai più scrivere una poesia e ogni volta che tenterai di scriverne una, la tua mente diverrà tabula rasa e le tue mani si trasformeranno in sasso e i tuoi occhi in profondi buchi neri senza vista, così ho detto amen! Ecco, se succedesse una cosa del genere, speriamo di no, ma se succedesse, io probabilmente morirei di dispiacere.
Dunque la risposta è certamente sì.
Io ci vivo.
Detto questo, siccome io non ho nessuna intenzione di diventare ricco da morto, anzi, dirò di più, non ho neanche molta intenzione di morire, cerco di vivere con l’indotto.
Alcune tipiche forme d’indotto sono: gli spettacoli, gli inviti a cena degli amici, sposare una donna ricchissima, essere chiamato alla tele e diventare molto famoso, ecc..
Chiaro che quest’affare non è per tutti.
Anzi, io sconsiglio.
Sempre, sempre, assolutamente sempre, meglio fare il cantante rock.

07
Nov
2008

effetti collaterali

ecco, volevo dire due tre quattro parole su come ci si sente quando poi vedi che un libro è una cosa fisica, stampata e tutto, e non è solo più un concetto nella tua testa. e nemmeno una serie di parole che prendi e correggi tutto il giorno, dalla mattina quando ti svegli a mezzogiorno, alla mattina quando vai a letto alle sei, di mattina. (ci son giorni così).
volevo dire che si fa presto ‘ dire “eh, cosa vuoi che sia pubblicare un libro! chi è, al giorno d’oggi che non ha pubblicato un libro? chi è rimasto? si contano sulle dita della mano! chi? chi non ha?”
hai ragione vocina polemica. (more…)

06
Nov
2008

decalogo

non scrivere poesie
se ti viene da scrivere poesie non scrivere poesie
fai altro
tipo masturbazione, pesca, decespugliazione, gocard, guarda la tele, dormi

se proprio non ce la fai a non scrivere poesie
una volta scritta la poesia
cancellala subito dal compiuter
e se l’hai stampata
appallottolala e mangiala

se proprio non riesci a distruggerla
evita perlamordiddio
di andare in giro a leggere la tua poesia in giro
anche se ti invitano a farlo non farlo
mentono
ti pigliano per il culo
sono sadici o pazzi

se qualcuno ti dice, che bella questa poesia!
non credergli
ti piglia per il culo
oppure è sadico
oppure è pazzo

non fare amicizia con i poeti
i poeti non esistono
fare amicizia con qualcuno che non esiste
è sintomo di follia

se qualcuno ti si presenta dicendo, sono un poeta
colpiscilo con tutta la forza che hai sulla fronte
col palmo aperto della mano
urlando SUCA!

evita assolutamente i raduni di poeti
se per disgrazia ti trovi a un raduno di poeti
non andarci armato

uccidere un poeta a un raduno di poesie
sarà quasi certamente considerato dalla legge italiana
un eccesso colposo di legittima difesa

non usare mai una fiamma ossidrica
per accenderti una sigaretta